Questa pagina ha l' intento di farvi leggere tutti i "graffi" postati nel 2018. Sono tutti incentrati su argomenti di attualita', di satira e di politica, di cultura generale e di economia o di altro genere, sempre un po' "graffianti" quando si rende possibile per la tipologia dell' argomento. Prendono spunto da riviste, quotidiani o TV ma sono tutti espressamente personalizzati, scritti e postati dall' autore in calce. Non si puo' interagire in diretta come un normale blog, ma se qualcuno volesse intervenire in qualche modo, aggiungere qualcosa o mostrare il suo disappunto su cio' che ha letto, puo' spedire il suo post all' webmaster dal form qui a destra o attraverso i canali del sito e, dopo un' attenta valutazione, verra' postato come "graffio del giorno"!

giomas    

Tutti i "graffi" del 2020

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05/01/2020
IL DRAMMA DELL' ILVA
Sono anni che gli abitanti di Taranto vedono crescere il dramma che colpisce la citta'. Molti di loro hanno visto parenti e amici ammalarsi di tumore e hanno capito che la fonte era ed e' l' impianto siderurgico. Eppure quest' ultimo era parte della loro vita perche' dava loro il lavoro. Ma pian piano e' cresciuta la consapevolezza e il dilemma della loro vita e' giunto al culmine. Ma come se ne puo' uscire se i diritti fondamentali sono sia il lavoro che la salute? Intanto pero' bisogna ricordare che l' impianto e' stato costruito troppo vicino all' abitato, che chi comanda non ha investito i profitti nel risanamento e ammodernamento dei processi produttivi, che diversi enti preposti non hanno garantito l' osservanza delle leggi. Se questa acciaieria continuasse a produrre nelle attuali condizioni, ci sarebbero altri malati e altri morti, percio' la magistratura ha voluto che si spegnesse l' ultimo altoforno. Ma se si chiudesse l' intero impianto, tutto il territorio, gia' in difficolta', sarebbe gravemente impoverito. Non bisogna contare su scontri tra Governo e giudici, tra tribunali e operai, tra lavoro e salute. Quale sia il costo, bisogna riconciliarli, risanare con urgenza gli impianti e salvare la citta' e i suoi abitanti, tutelando l' economia e l' industria nazionale, compiendo insomma i doveri a lungo trascurati.

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09/01/2020
LA MORTE DEI GHIACCIAI
Chiunque abbia oggi 40 anni e ricordi il proprio passato, puo' dire di aver visto lo scioglimento dei ghiacciai che ormai da anni avviene davanti ai nostri occhi. Gli allarmi degli aumenti delle temperature non sono serviti a niente. I ghiacciai italiani come quelli di tutto il mondo continuano a morire. Il problema non e' che le persone non possono piu' sciare d' estate ma e' molto piu' serio e ci coinvolge tutti. Il mondo non si sta trasformando, siamo noi che stiamo trasformando il mondo con le nostre azioni quotidiane. Sono i Governi che continuano a non fare abbastanza e a perdere tempo. Al ghiacciaio della Marmolada sono stati dati 25 anni di vita, 25 anni per un ghiacciaio che di anni ne ha milioni. Secondo i ricercatori, solo questo ghiacciaio si e' ridotto del 30 % negli ultimi 10 anni. Una perdita di bellezza, energia e valore per gli equilibri del pianeta che non ci possiamo permettere.

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14/01/2020
IL BONUS NIDO
Gli asili nido sono una risorsa. Ma in Italia ci sono delle disparita' tra regioni, come la Val D' Aosta che garantisce un posto ogni 2 utenti contro la Campania dove c'e' un posto ogni 13 bimbi. Risolvere pero' queste disparita' con il bonus nidi e' pura illusione! Oltre al fatto che entrano in vigore solo con un ISEE sotto i 40 mila euri. Non sono quindi i 500 milioni che lo Stato spende a cambiare la vita delle famiglie con figli. Come la mettiamo con i pannolini? E le visite mediche? E i vestiti? E le altre spese che crescono dopo i tre anni di eta'? Ora il governo esulta per aver portato a casa l' aumento del bonus nido ma non ha capito che il futuro sociale, economico, contributivo e professionale del Paese e' un problema quotidiano e i figli si devono mantenere almeno fino ai 18 anni di eta', per poi magari vederli andare via a pagare il debito pubblico di un Paese concorrente che ha voluto e saputo puntare veramente sulla famiglia. In Italia scontiamo da decenni un sistema fiscale che non aiuta le famiglie, specie quelle con figli. Bisogna puntare su un assegno unico per ogni figlio, una rendita mensile senza vincoli su come spendere i soldi. Cosi' al centro ci sarebbe il figlio e non il reddito. Una scelta che Francia e Germania hanno fatto da anni con ottimi risultati. Siamo il Paese piu' anziano d' Europa con una perdita di migliaia di nascite e stiamo inanellando record negativi a raffica. Chi pensa di invertire la rotta con questa nuova elemosina non ha capito la gravita' del problema e l' urgenza reale del Paese. Ci sono Comuni che hanno piu' asili che interessati. Quando resteranno vuoti per mancanza di bambini ad occuparli, cosa ne facciamo del bonus nido? Le forze politiche possono cambiare il destino del Paese ma devono riflettere prima di varare manovre che puzzano di passato anziche' profumare di futuro!

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19/01/2020
PRESCRIZIONI DI REATO
La prescrizione mira ad evitare processi interminabili e pene cosi' tardive da creare danno piu' che giustizia. Piu' grave e' il crimine, maggiore e' il tempo richiesto, perche' lo Stato rinuncia a perseguirlo (quelli con l' ergastolo non si prescrivono). Ora questo meccanismo si e' inceppato. L a complessita' delle procedure ha rallentato i processi fino a far prescivere gravi delitti la cui inpunita' ripugna la coscienza sociale: imputati potenti, con agguerriti difensori, hanno trascinato alla prescrizione gravi crimini, perfino con l' aiuto di leggi ad personam. Di qui la necessita' di intervenire, prolungando il tempo necessario a far estinguere il reato, dopo il primo grado di giudizio. Nello stesso tempo pero' bisognera' sveltire la giustizia, semplificando procedure, coprendo organici di giudici e cancellieri, fornendo mezzi informatici. Poiche' le nuove regole si applicheranno ai fatti definiti in primo grado solo fra qualche anno, c'e' il tempo di fare quelle riforme necessarie attese da tempo, una strada che non dovrebbe dispiacere a nessuno!

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24/01/2020
MIGRANTI CLIMATICI
Si sciolgono i ghiacciai, i territori sono sempre piu' desertificati, inondazioni, frane, sgretolamento e impoverimento del suolo, innalzamento del livello dei mari e degli oceani: queste sono le conseguenze ambientali legate ai cambiamenti climatici, che costringono intere comunita' ad abbandonare in tutto il mondo le loro case per cercare una via di sopravvivenza altrove, in altri Paesi e continenti. Questo sara' (e lo e' gia') la grande sfida del futuro, quella di arginare le migrazioni ambientali, l' esodo drammatico dei migranti climatici. Nei prossimi anni ci sara' una migrazione terribile non solo per colpa dei conflitti o per cercare lavoro altrove ma per via delle condizioni climatiche che rendono impossibile la vita a loro e ai loro figli. Africa e America Latina in primis. La Banca Mondiale ha stilato in 250 milioni le persone che potrebbero essere costrette a migrare, sia all' interno dei loro Paesi o verso altre Nazioni, dalle zone rurali verso le aree urbane, in cerca di nuovi territori e acqua, cibo e risorse. Una situazione drammaticamente paradossale se si pensa che l' Africa contribuisce con solo il 5% delle emissioni di gas che avvelenano il clima, eppure e' il continente che subisce di piu' le conseguenze dei cambiamenti climatici. Combattere per salvare l' ambiente e rendere il nostro pianeta piu' sostenibile e' una questione di umanita' e di giustizia sociale. Mentre i Paesi ricchi troveranno comunque le risorse e i mezzi per mettersi al riparo dalle conseguenze del surriscaldamento globale, le periferie piu' povere del mondo sprofonderanno sempre piu' nel baratro di catastrofi naturali che rischiano di cancellare comunita' e societa' con culture radicate da millenni!

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29/01/2020
DROGHE LEGGERE
Secondo i giudici, coltivare piccole quantita' di cannabis ad uso personale puo' essere consentito. Io non sono un esperto, non ho mai fatto uso di tali sostanze ma ho un' eperienza piu' che trentennale in varie pubbliche assistenze di volontariato dove, giorno per giorno, si sono combattute tante battaglie contro l' uso di tali sostanze e di altre peggiori, perche' il male fa male anche in dosi piccole e legali, perche' confonde chi ne fa uso, specie i giovani. Bagnare sul pianerottolo di casa la minima quantita' di cannabis e' permesso anche dalla Cassazione, senza pero' la certezza che cio' rimarra' entro le norme e i controlli. Fare certi confronti tra ragazzate e furbate, tra il bene e il male o tra il giusto e lo sbagliato e' inutile e pericoloso, si rischia di perdere di vista la realta'. Cosi' sembra voler passare il concetto che la modesta quantita' di erba a uso personale diventa terapeutica, positivamente ricreativa e consigliabile come antidoto ad eventuali altre droghe piu' pericolose. E' il messaggio che passa che e' pericoloso. Sappiamo per esperienza che un adolescente, potendo contare sull' autorita' di questa legittimazione, difficilmente limitera' l' uso delle sostanze o seguire i consigli di chi gli suggerisce di starne lontano. Gli adulti devono avere il coraggio di schierarsi per il si o per il no, non esiste una via di mezzo. Il male fa male anche in modiche quantita' perche' ferisce la dignita', indebolisce il carattere e annulla il futuro!

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03/02/2020
NON SIAMO UN PESO
Sono un pensionato dell' Industria che ha ascoltato con attenzione le parole di Mattarella a fine anno e mi e' rimasto impresso quando dice che dobbiamo fare tutti dei sacrifici,dobbiamo volerci bene tutti e lavorare per l' avvenire dei giovani. Belle parole. Chissa' perche' pero' non ha menzionato gli anziani e i pensionati, quelli che in tempi non sospetti hanno "riempito il suo piatto" e quello di tutti i vari politici che si susseguono senza vergogna in Parlamento, con il loro lavoro in cambio di una "misera elemosina"! Con lo stipendio si tirava avanti a stento ma ora, con la pensione, con qualche anno e acciacco in piu', fatichiamo ad arrivare a fine mese. La nostra pensione va sul C/c al netto delle ritenute e del "nero" di cui si parla diffusamente. Un terzo di quei soldi serve per curarci, uno per pagare le bollette e i servizi e il resto per vivere, fra un salto mortale e l' altro! Sembra che siamo diventati un peso per la comunita'. I soldi nelle casse statali entrano con facilita' ma poi vengono "spalmati" male. C'e' poi il problema dell' evasione fiscale di cui tutti si riempiono la bocca ma che nessuno osa risolvere perche' considerato un male incurabile. Il ritornello sul debito inarrestabile del nostro Paese e' sempre quello che da la colpa alle pensioni che lo Stato elargisce. Dobbiamo ricordare a "qualcuno" che le nostre pensioni non sono un' elargizione benefica, bensi' una rendita dovutaci per la quale abbiamo pagato fior di tasse e quote. Quando si dice che i pensionati toglierebbero risorse ai giovani, si raggiunge l' apice della stupidita' e aumenta l' inutile scontro generazionale. I soldi vanno presi ai ricchi e dati ai poveri e non agli anziani per darli ai giovani. Chiamiamo le cose con il loro nome senza distogliere lo sguardo dal vero problema: il liberismo sfrenato. Quindi non dimentichiamo che chi prende una pensione (poi ci sono le eccezioni come in tutte le cose), con il proprio lavoro ha contribuito a costruire l' Italia e che il vero problema e' un liberismo senza limiti ne' pudore. Eurostat infatti dice che la forbice tra ricchi e poveri in Italia sta crescendo. IL 20 % della popolazione con un reddito alto ha entrate superiori a di 6 volte rispetto a chie' in difficolta'. Dunque i soldi ci sono ma non sono certo in mano ai pensionati!

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08/02/2020
I DOVERI DELLA TV
L' Autorita' Garante delle Comunicazioni ha emesso un richiamo per lo squilibrio delle ore di presenza a favore di Salvini. Ma anche altre Reti hanno subito tale ammonizione per lo stesso motivo. Ma la RAI e' pubblica e noi le paghiamo un canone non indifferente. L' unica ragione di esistenza di una rete pubblica sostenuta dal canone dei cittadini, sta nella sua indipendenza e nella qualita' dei programmi. Un' informazione non puo' essere buona se e' faziosa o parziale. I programmi a volte sono compiacenti o solo scadenti, abbondanti solo sulle vicende della loro piccola politica e avari di musica, cultura, teatro e spettacolo. Tutto cio' incide su di noi ogni giorno, condizionando giovani e adulti. Ma anche il voto! Ma e' molto piu' vasto il male prodotto sul nostro costume dalla clientela. La stessa RAI ci vede poco protagonisti sulle sue vicende che naturalmente non compaiono nei suoi programmi. Pare che non ci tocchino, ma lasciano tracce importanti sul livello civile di quegli italiani strumentalizzati dai lottizzatori!

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12/02/2020
LA BUONA POLITICA
Da sempre le idee nascono per essere poi messe in pratica da chi ne e' incaricato. Ma le idee senza le azioni restano utopia, parole al vento e senza senso. Sedersi su una poltrona con piu' o meno poteri senza esercitarli nei dovuti modi non e' fare politica. Chi sceglie di impegnarsi in politica lo deve fare per compiere un servizio agli altri, per aiutare il prossimo. Ma chi e' il prossimo? Il prossimo siamo tutti noi, uomini e donne, anziani e bambini, malati e sani, tutti abitanti del mondo al di la' di ogni diversita'. Dobbiamo smetterla di fare politica contro qualcuno, ma farla per qualcosa. Chi esercita la funzione critica ha il dovere di esercitare anche quella delle proposte con eventuali alternative credibili e documentate, altrimenti e' solo acqua piu' o meno fresca. Politica non e' tanto militare in un partito ma impegnarsi davvero per il bene comune, per il prossimo, cioe' per le persone. Purtroppo oggi sembra davvero un utopia, visto il comportamento di molti nostri politici che sembrano interessati soprattutto a qualche voto in piu'...

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19/02/2020
FORESTE IN PERICOLO
I cambiamenti climatici ci hanno cambiato la vita. Possiamo solo limitare i danni, abbandonando i combustibili fossili, le nostre abitudini e piantare miliardi di alberi. Qualcuno ha calcolato che per catturare due terzi delle emissioni di anidride carbonica prodotta dall' uomo, servirebbero quasi un miliardo di ettari di foreste, un territorio grande come gli USA. In mezzo a tutto cio' c'e' l' Australia che sta ancora bruciando. A volte pero' e' piu' facile pensare ai doveri degli altri rispetto ai nostri. In questo contesto di paura, nessuno dice nulla su cio' che sta succedendo in Romania. Quello che e' considerato il polmone d' Europa sta subendo un danno ambientale pazzesco e chi si oppone subisce atti intimidatori o viene assassinato. Il nuovo Governo, per mettere un freno ai tagli illegali degli alberi romeni che ogni anno si stima siano piu' di quelli legali, sta preparando nuove leggi per fermare questo scempio e ha autorizzato le guardie forestali a usare le armi. Questa in Romania e' la nuova guerra silenziosa che interessa pochi, se non a chi, per salvare un albero, rischia la vita. Forse questi ultimi sono gli unici ad aver capito che la nostra vita e' legata agli alberi!

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23/02/2020
I COSTI DELL' INQUINAMENTO
L' Italia e' il Paese europeo con piu' decessi accertati a causa dell' inquinamento (fonte:OMS). E' un ritornello comune ma gli interessi economici prevalgono sulla nostra salute. Pero' poi arriva un coronavirus qualsiasi e tutti a tremare di paura perche' non c'e' piu' sicurezza! Nelle grandi citta' adottano anche il blocco del traffico ma e' una misura insufficiente. Poi non piove, non tira vento e siamo punto e a capo. Non possiamo sperare negli eventi atmosferici favorevoli e, anche se fosse, dove andrebbero le polveri? Non dobbiamo essere ipocriti. Le scelte "green" richiedono grandi sacrifici, nei gesti e nel portafoglio. A Milano dicono che fra tre anni si potrebbero considerare fuorilegge tutte le caldaie a gasolio. Ma con cosa le sostituiranno? Una volta ci imbarcavano dicendoci che il diesel inquinava e la benzina verde no, oggi ci dicono il contrario! Ora dovremmo passare tutti all' elettrico ma, guarda caso, siamo ancora senza colonnine di ricarica, per trovarne una ci vuole un miracolo! Quando poi useremo tutti l' elettrico, dove la prenderemo tutta l' energia necessaria? Ancora una volta penso che l' equilibrio sia una scelta vincente e lo sara' grazie alla responsabilita' dei cittadini, dei mezzi pubblici efficienti, delle case meno calde e di un po' di amor proprio!

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26/02/2020
IL PATTO VERDE
La Presidente della Commissione Europea ha presentato il progetto degli stanziamenti destinati alla riqualificazione energetica, cioe' che andranno a quei Paesi ancora schiavi del fossile e delle industrie inquinanti come Polonia e Germania e altri, perche' dovranno fare piu' sforzi per migliorare la loro condizione per contrastare i cambiamenti climatici e aumentare il rispetto per l' ambiente. Tra quei Paesi destinatari ci siamo anche noi. L' italia punta a progetti di transazione in diverse Regioni come la Puglia e la Sardegna ecc... Il Patto Verde e' un piano europeo da mille miliardi di euro da destinare a investimenti a favore dell' ambiente nei prossimi 10 anni. Un grande e ambizioso piano indispensabile per accelerare il percorso di cambiamento che ha bisogno di decisioni chiare e coraggiose. Purtroppo in questa transazione epocale gli investimenti economici sono indispensabili, ma e' giusto ricordare che non saranno mai sufficienti se non accompagnati da un nostro cambio di mentalita'.

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01/03/2020
PIU' ECONOMIA, MENO AMBIENTE
Davos, una localita' sciistica svizzera, ha ospitato l' annuale Forum economico mondiale. In scena pero' e' sembrato piu' una gara di sci che un incontro economico. Da una parte la salute del pianeta, dall' altra i successi economici. Trump ha parlato solo della crescita degli USA con ottimismo. Lagarde dell' aumento dell' occupazione e di alcuni patti europei per rimuovere l' incertezza del futuro. La Thumberg, che e' poco ottimista ma molto energica, come al solito ha chiesto di fermare i finanziamenti ai combustibili fossili e per l' ennesima volta e' stata presa in giro. Il Ministro del Tesoro USA le ha detto di tornare a scuola e ripresentarsi con la laurea. Trump ha poi fatto la sua solita uscita da gossip parlando di profeti di sventura da eliminare perche' ci vuole solo ottimismo! Non ci sono dubbi sul fatto che sia importante credere nelle proprie forze, ma negare la malattia non prendendo le medicine non cura il malato e non lo porta da nessuna parte se non su una strada senza ritorno. Ricordiamoci che il medico pietoso fa l' ammalato grave!

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04/03/2020
ELEFANTI A RISCHIO
Ormai sono piu' di 40 anni che sento dire che gli elefanti sono a rischio estinzione per via del commercio delle loro zanne d' avorio. Negli anni '80 e '90 sembrava che il mondo avesse cominciato a capire che era giunto il momento di mettere fine a tutto cio', ai corpi massacrati e sfigurati di quelle povere bestie, senza rispetto per le madri o i loro piccoli, tanta violenza solo per portarsi a casa i loro denti, le zanne d'avorio pagate a peso d' oro al mercato nero! Qualche anno fa in Kenia venne data alle fiamme una montagna di zanne sequestrate per prendere posizione contro il bracconaggio e il commercio d' avorio. Oggi tutto cio' e' stato dimenticato. Nel Botswana si possono uccidere un preciso numero di elefanti, basta pagare la giusta cifra! Si possono cacciare quando l' erba scarseggia e gli animali piu' visibili. Come se gli elefanti potessero nascondersi dietro i fili d' erba dei prati da chi vuole sparargli addosso! Nel 2014 il Governo aveva vietato l' abbattimento ma cambiato il Governo, cambiate le regole. E' una notizia che dovrebbe rattristarci tutti! Ora che il mondo sembra accorgersi di quanto sia importante rispettare l' ambiente, ci si rende conto di quanto l' ambiente sia un corpo unico con chi ci vive!

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07/03/2020
RICCHI E POVERI
Se i ricchi stanno aumentando, i poveri ancora di piu'! I paperoni del mondo accumulano sempre maggiori risorse a danno di miliardi di persone delle fasce piu' vulnerabili e marginali del pianeta. Questo non avviene soltanto a livello mondiale ma l' Italia non sta di certo a guardare! Pensate che il piu' ricco d' Italia detiene circa il 50 % della ricchezza nazionale netta e le tasche dell' uno per cento piu' facoltoso superano per pienezza quelle complessive dei 3/4 della popolazione piu' povera. Sono solo alcuni dati resi pubblici da OXFAM per il 2020. E la forbice si allarga sempre di piu'. I miliardari aumentano i loro patrimoni mentre si allarga a dismisura la folla dei poveri. La ricchezza cresce ma si concentra in poche mani, per cui la poverta' non diminuisce e non si riduce la distanza. Cosi' la diseguaglianza e' e resta la grande ingiustizia del nostro mondo. E c'e' un altro dato che deve farci riflettere: le donne che svolgono il 75 % dei lavori di cura non sono retribuite e quindi quel lavoro non e' riconosciuto, per cui non hanno un ruolo nell' economia ne' nei processi decisionali. Nella societa' non contano! C'e' anche un rapporto 2019 in cui tutto cio' e' spiegato, con analisi che evidenziano quanto siano deboli gli sforzi collettivi di milioni di persone costrette a una vita lontana da un livello dignitoso. Solo politiche mirate potranno correggere questi divari. Tuttavia pochi Governi sembrano avere intenzione di affrontare il tema. E' ora di ripensare il nostro modello economico. Le percentuali di invecchiamento sono sempre piu' alte. Tra 10 anni ci saranno piu' di 2 miliardi di persone che avranno bisogno di assistenza. E' urgente che i Governi reoeriscano risorse per affrontare seriamente le piaghe di diseguaglianza e poverta'!

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11/03/2020
I CONFINI DEI SOCIAL
Ogni volta che scorro sui social, sul telefono, faccio la stessa riflessione, non tanto sugli amici virtuali mai incontrati di persona, che hanno solo quel mezzo come strumento di contatto, mi stupisce il comportamento di chi si definisce amico nel mondo reale, che ogni giorno interagisce con l' amico in quello vituale. Che bisogno c'e' di avviare una conversazione quando si potrebbe chiamarlo direttamente? Perche' condividiamo stati d' animo su questioni personali nei commenti pubblici sotto una foto? Perche' pensiamo sia necessario dire a tutti che siamo in ospedale quando potremmo dirglielo in privato, specie alla persona che ci sta piu' vicina? Perche' invece di fare qualche chilometro e raggiungere qualcuno a cui teniamo, preferiamo un comodo "like" da casa, sotto una foto magari ritoccata? Sembra un paradosso ma da una parte i social hanno aperto le nostre case, non prevedendo piu' il privato e dall' altra hanno alzato muri rispetto ai rapporti reali, spingendoci a non fare piu' cio' che fino a qualche anno fa ci sembrava naturale: chiamare le persone della nostra vita, sentirne la voce, organizzare un incontro, vedersi di persona dove si vuole...Lo ammetto, mi piace di piu' la vecchia maniera. Meglio un like in meno e un contatto vero in piu'!

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16/03/2020
LA TERZA ETA'
Superati i 65 anni, si entra nella terza eta' e si scende in "trincea" nella battaglia della vita. Accanto agli acciacchi noti e nuovi che si sentono per l' invecchiamento del corpo, c'e' anche chi sta attento alla sua vita interiore e questo sopre cose sorprendenti. Scompaiono molte ansie e timori, tipici dei giovani che vogliono farsi largo nel mondo. Si guardano con luce diversa aspetti trascurati perche' non si e' piu' pressati e si cerca di stare al passo con una societa' sempre piu' esigente e competitiva. Si da valore alle piccole cose che rallegrano il cuore e danno serenita': lo sguardo dei tuoi cari, degli amici, di chi hai aiutato e ricevuto in moomenti di debolezza, il ricordo di tante traversie affrontate e superate in passato e quello dolce dei compagni di viaggio cui abbiamo voluto bene e che ci hanno lasciato. Si attenua la paura di dover finire i propri giorni senza esser vissuti abbastanza e, chi e' saggio, si prepara all' ultima prova che ogni uomo, per il suo compimento, deve affrontare: la fine! La mente ripensa sempre piu' spesso ai giorni dell' infanzia e della giovinezza, fa capolino silenziosa la nostalgia di casa, di un grande abbraccio che ci dia un senso e trasformi in festa le lacrime che abbiamo sparso lungo il nostro cammino. Emerge il valore delle piccole cose che contano veramente e la vita oltre la morte che ci attende. Non tutto e' pero' rose e fiori in questo periodo della vita, specie se qualche malattia prende il sopravvento. Pensiamo pero' positivo e soprattutto al bene che possiamo ancora fare a noi stessi e al nostro prossimo.

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22/03/2020
POVERO AMBIENTE
Anche oggi le notizie di disastri ambientali non sono lesinate. Tutti si lamentano ma pochi fanno qualcosa. Si da la colpa sempre agli altri. Quanti sprechi di energia, specie in ambienti pubblici, chiese, case vacanze, seconde case di ricconi che le tengono chiuse e poco abitate. Ci sono pure trasmissioni TV con studi e teatri dove i conduttori sono sempre sudati o sbracciati, chissa' quanti gradi! In questi ambienti la gente si lamenta per il troppo caldo, certi usano il ventaglio ma nessuno che si degna di abbassare il termostato. Anche le luci accese in pieno giorno mi fanno incazzare, ma quasi tutti dicono:" Cosa vuoi che sia, per una luce, cosa vuoi che consumi!" Ma se la moltiplichi per milioni di lucine...L' attenzione per l' ambiente pero' non riguarda sempre gli altri. Ciascuno di noi puo' e deve fare la sua parte. Cominciando dalle piccole cose, come l' uso responsabile dell' energia elettrica e dell' acqua. Ci sarebbe da parlare per ore e scrivere per giorni ma e' certo che cio' che sta succedendo con i cambiamenti climatici dovrebbe farci capire che dobbiamo svegliarci e contribuire tutti a tamponare i guai che stanno generando e cercare di salvare il salvabile!

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25/03/2020
INVASIONE DELLE LOCUSTE
Nella Bibbia possiamo leggere delle 10 piaghe d' Egitto che avrebbero travolto il Paese per spingere il Faraone a lasciare che Mose' liberasse gli israeliti dalla schiavirtu'. Fin da piccolo questa storia mi aveva colpito, sembrava impossibile che l' arrivo di tanti piccoli insetti potesse rappresentare un dramma. Ma poi, da grande mi resi conto che questi eventi terribili colpiscono periodicamente molti Paesi, spesso i piu' poveri. L' ultima che ho sentitoo in TV e' stata nel Corno d' Africa, la piu' terribile degli ultimi 70 anni. Miliardi di insetti hanno messo in ginocchio milioni di persone, togliendo loro il nutrimento. Tutto e' iniziato nel 2018 nel deserto di Oman, la nuvola ha poi toccato Iran,Yemen,Pakistan e Cina. In Africa si cercano fondi per comprare qualcosa che riesca a fermare queste invasioni, ma i veleni sono un pericolo anche per gli esseri umani. In Cina hanno pensato di liberare 100 mila anatre, capaci di mangiare una grande quantita' di locuste, cosi' come in Italia, per combattere i piccioni, colpevoli di distruggere il nostro patrimonio culturale esterno, sono state adottate le taccole, ghiotte delle loro uova. Gli equilibri del Pianeta sono in grave pericolo. Molto attorno a noi sta cambiando. La Terra ce lo ricorda ogni giorno, un po' come ogni giorno era stato avvisato il Faraone d' Egitto. Noi pero' non dovremmo rimanere sordi come faceva lui.

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01/04/2020
MORTI BIANCHE
E' un' altra epidemia. Dura da anni e ci vede ancora in testa alla triste classifica. Tuttavia se ne parla pochissimo, forse anche perche' la maggior parte di noi ha paura di essere estraneo alle attivita' e agli ambienti nei quali si corre il rischio di farsi male. Una giustificazione inaccettabile se fosse presentata. Bisogna trovare altre strade rispetto alle solite indispensabili di vigilanza, repressione degli illeciti, informazione e preparazione dei datori di lavoro e dei lavoratori. Per vincere ques' epidemia bisogna rispettare e accettare le regole, non solo per timore di sanzioni ma per convinzione morale, coscienza e cultura. Come si puo' stare indifferenti davanti a queste stragi? La sofferenza e la morte degli addetti ai lavori piu' pericolosi e meno protetti non ci coinvolgono? Applicchiamo lo stato dei diritti di chi lavora. Negli ultimi anni la precarieta' e la riduzione delle prerogative hanno indebolito, insieme con la condizione economica, la dignita' e la forza del lavoratore di fronte a negligenze, abusi e violazioni di norme essenziali. E dunque la concessione stessa del lavoro e dei diritti a condizionamenti e sicurezza anche fisica e a imporre una urgente pubblica riconsiderazione di questo tema, cruciale per la societa', l' abbiamo abbandonato.

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06/04/2020
I MANGIA SMOG
Per limitare la febbre del pianeta e' stato calcolato che si dovrebbero piantare tanti alberi fino a coprire un' area grande come gli USA. Piu' facile a dirsi che a farsi. Ma nel mondo si comincia a capire l' importanza di questi progetti, tanto che molte Nazioni hanno deciso la riforestazione di alcune loro areee, anche per rendere piu' vivibili le realta' densamente popolate. In Italia ne abbiamo un esmpio in Sicilia, a Gela, con una grande oasi mangia smog, con alberi in citta' (aceri grigi). Un' iniziativa che speriamo abbia successo perche' permette, dopo un accurato studio del territorio e del suo clima, soluzioni diverse per ogni citta'. E' un piccolo ma significativo passo che ancora una volta ci insegna che le piante ci sono amiche e ci cambiano la vita e il futuro!

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11/04/2020
IL CORONAVIRUS
Ora e' il momento peggiore. Quello in cui le istituzioni devono mostrare capacita' di governare un 'epidemia che, alla fine, se tutto finira' bene, si valutera' se si e' fatto bene o male, se i tagli alla Sanita' indiscriminati hanno avuto il loro peso. Ora pero' i sacrifici sono per tutti. C'e' pero' il prima e il dopo il 3 marzo! Prima gli italiani sottovalutavano la pandemia. Circa 2 milioni di persone, secondo la Domoskopea, non avevano cambiato per niente i loro stili di vita e le loro abitudini e pensavano che l' informazione sul coronavirus fosse addirittura allarmistica e poco efficace. Anche la politica non e' immune da colpe, visto che ha dormito sugli allori dando retta ai piu' scettici e usando la stumentalizzazione per i loro voti. Ora, dopo la Lombardia del 4 marzo, tutta l' Italia e' in zona rossa, dopo il decreto firmato la mattina del 9 marzo, di fronte ad un contagio esponenziale che viaggia ancora spedito come 1.000 unita' al giorno. Sembra di essere in guerra e combattere contro un nemico invisibile che ha le sue regole e che noi dobbiamo comattere con le nostre, cercando pero' di rispettarle, se no e' una guerra gia' persa. Questo nemico affolla gli ospedali e mette in crisi le terapie intensive, qualcosa che ai nostri ospedali (ma come ad altri) mancano, prima e dopo i tagli alla Sanita' Pubblica. Governatori di Regione contagiati o in isolamento volontario, carceri che si ribellano mettendo a ferro e fuoco tutto per la sospensione dei colloqui individuali e citta' sottoposte a forti restrizioni. Tutto qui e' iniziato l' ultima settimana di febbraio e nonostante conoscessimo benissimo la situazione cinese, abbiamo allegramente fatto finta che a noi tanto non poteva succedere niente. Fino all' otto marzo, data che tutte le donne hanno un motivo in piu' da ricordare, quando una fuga di notizie sul decreto del Governo sulla chiusura delle frontiere regionali, ha scatenato la fuga dalle zone rosse di allora, con le stazioni intasate da una folla che voleva tornare a tutti i costi al suo paese d' origine, incurante del fatto che avrebbe potuto esportare l' epidemia in zone ancora "franche", con il Governo alla finestra che non sapeva cosa fare! Ma gli italiani sono strani. Dal primo focolaio si e' avuta l' invasione dei supermercati per accapparrarsi cibo e provviste, mentra Milano era ancora quella da bere, con le vie della movida come se niente fosse. Ora sembra che tutti abbiano acquisito la consapevolezza che la situazione e' grave. Ci sono voluti oltre 10.000 morti per farci capire? Dopo le fughe verso il Sud del Paese, se il contagio continua, il servizio sanitario non reggera' a lungo perche' i decessi continuano incalzanti e i contagi anche. Il vero pericolo in se' non e' il virus ma noi stessi e se, pur consapevoli di cio' che sta accadendo, continuiamo ad uscire di casa disobbedendo al decreto governativo, il SSN non reggera' all' impatto ed esplodera'. Quindi cerchiamo di avere quel senso di responsabilita' come tutti, musicisti e sportivi che lanciano appelli ai loro fan, ripetendo poi cio' che ci dicono di fare le nostre autorita' sanitarie, restiamo a casa, laviamoci spesso le mani, manteniamo le distanze se proprio dobbiamo uscire col permesso e rispettiamo le direttive che ci vengono date, fino a che tutto finira', ne va della nostra vita, non solo della nostra salute. Rinuncia per tutti vale come vita per tutti!

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16/04/2020
BARRIERE CORALLINE
La situazione e' molto complicata e per ora non se ne viene a capo. Pero' e' un dato di fatto che anche se buona parte dell' umanita' ha rallentato il proprio cammino in attesa di capire come si evolvera' l' emergenza coronavirus, il resto del pianeta continua a modificarsi. Ci siamo dimenticati gli allarmi ambientali e siamo pronti a ricordarcene soltanto di fronte a grandi emergenze. Purtroppo l' innalzamento globale e i vari pericoli legati all' inquinamnto non sono grossi da schiacciarci ma sono subdoli e ci travolgono senza farsi vedere. E' una notizia di alcuni mesi fa quando la grande barriera corallina australiana e' stata travolta da un caldo record. Il caldo eccessivo uccide i coralli, lo sappiamo.Negli ultimi anni si e' persa una buona parte della barriera corallina in tutto il Pianeta, un patrimonio indispensabile per la sua biodiversita', una riserva di vita preziosa non soltanto per i tanti abitanti del mare ma anche per tutta l' umanita', perche' gli infiniti organismi che le popolano hanno un ruolo preziosissimo per assorbire CO2 dall' atmosfera. Un' altra notizia preoccupante, quindi indispensabile da ricordare!

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21/04/2020
L' USO DELL' ESERCITO
Questa epidemia ci ha trascinati in una tragedia collettiva, come fossimo in guerra. Cosi' siamo ricorsi all' esercito, quasi a confermare la legittimita' del confronto, sebbene i soldati ormai abbiano altri ruoli. Abbiamo visto colonne di camion trasportare le bare, una cosa lontana da ogni immaginazione, sono comparse tende e ospedali da campo militari, confortanti e disperanti allo stesso tempo. Le forze armate sono destinate alla difesa della Patria. Il loro compito, negli ultimi anni e' stato esteso a interventi anche discussi, missioni di "pace" e interposizioni fra belligeranti. Ma questa volta siamo sicuri che si tratta di una vera difesa della vita di tutta la comunita'. Siamo oppressi da un dolore feroce, attoniti e con momenti di sconforto. I nostri vecchi muoiono a schiere, ognuno di loro e' una persona con la propria storia ma gli viene negato anche l' ultimo saluto, l' ultimo gesto di affetto. Dicono che sono vecchi, quindi non indenni dai mali che rendono piu' probabile la morte in caso di contagio. In questo bisogno di carezze, di buone parole e di presenze rassicuranti, la comparsa dei nostri soldati sembra un conforto, un messaggio di come tutto e' Patria, nominata con commozione nuova e antica. I soldati per la pace, in un rapporto di fraternita' contro una guerra strana e terribile, contro un nemico invisibile, ben diversa da quella classica.

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25/04/2020
I NONNI
E' un esercito silente e operoso che nell' economia della famiglia ha un ruolo decisivo. I nonni si prendono cura dei nipoti quando i genitori sono impegnati. Il loro lavoro e' quasi sempre oscuro e poco apprezzato. Loro lo svolgono con passione, anche per il legame di sangue che li lega ai nipoti e ai figli e li fa sentire vivi. Ricevono pero' anche molto, in termini di affetto e di occupazione del tempo libero perche' il vecchio deve sempre poter aspettare qualcuno o qualcosa perche' senza questa speranza muore. Ma c'e' anche un altro risvolto che rende essenziale il ruolo dei nonni. In un periodo di enormi sofferenze economiche per tante famiglie, l' apporto economico di moltissimi anziani e' decisivo per i figli e nipoti in difficolta'. E' un welfare parallelo che prospera senza aiuti pubblici e il modo piu' efficace e altruistico per scongiurare in parte quella triste realta' che viene descritta da Camus:"Non essere ascoltati, questa e' la cosa temibile quando si diventa vecchi!".

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03/05/2020
CONTRO I GAS SERRA
Alla Conferenza di Madrid sul clima, si son dette cose che dovrebbero terrorizzarci, eppure ancora una volta l' allarme non e' all' altezza dell' emergenza. Ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno. Sono scese in piazza 500 mila persone per ricordare che gli impegni presi ormai servirebbero a poco. Chi dice che nel 2050 ci saranno emissioni zero, temporeggia! In realta' il tempo e' finito e non resta che limitare i danni. Ognuno di noi dovrebbe diventare controllore di se stesso. Gli sforzi per ridurre i gas serra finora non sono bastati. Tante le promesse: entro il 2010 stop alla costruzione di centrali a carbone e ai sussidi per i combustibili fossili, aiuti ai Paesi piu' poveri che pagano il prezzo maggiore di questi cambiamenti epocali. Queste decisioni si spera vengano mantenute, se non per responsabilita', almeno per convenienza. L' unica possibilita' e' capire che la Terra e' di tutti, anche degli americani che con Trump continuano a non accettare accordi sul clima, degli europei che viaggiano a diverse velocita', dei cinesi che continuano a costruire centrali a carbone e3 degli altri popoli, tutti insieme responsabili del comune futuro!

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08/05/2020
POLVERI SOTTILI
C'e' ancora qualcuno al mondo che nega il riscaldamento globale causato dall' uomo. Noi italiani abbiamo la fortuna di vivere in un Paese fra i piu' belli al mondo e spesso ci sentiamo dire che siamo leaders nell' allevamento, nella scienza, nell' agricoltura, proprio per la serieta' nei controlli su qualita' e sicurezza. Eppure non sono convinto che noi italiani dovremmo essere tra i primi della classe. Secondo alcuni articoli sui cambiamenti climatici su una rivista specializzata, in Italia nel 2016 ci sono stati piu' decessi in eta' precoce a causa delle polveri sottili che nel resto d' Europa. Di tali polveri sentiamo spesso parlare perche' quando si alza il livello di pericolosita', le citta' vengono chiuse al traffico. Ma questa non e' la soluzione. Meglio andare all' origine del problema per vedere chi produce questo inquinamento che fa tanta paura. Secondo un istituto di statistica, i principali responsabili sarebbero il riscaldamento e gli allevamenti intensivi, poi vengono le industrie e i trasporti. Noi singoli cittadini con le nostre scelte possiamo contribuire a migliorare la realta' delle cose, consapevoli che nessuno da solo puo' salvare il mondo, ma che anche le azioni di ciascuno, unite a quelle di molti, possono cambiare il futuro.

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13/05/2020
LA DROGA DILAGA ANCORA
Non c'e' giorno che sui media non ci siano notizie che riguardano la droga, i giovani e lo spaccio. C'e' una popolazione disperata che si ammassa nei parchi e nei punti strategici delle periferie delle nostre citta' per consumare e consumarsi, quasi gratis, fra infinite qualita' di sostanze. Sembra di tornare indietro nel tempo, agli anni '70/'80,quindi dovremmo chiederci dove sono finiti il lavoro e la fatica di chi ha dato tutto cio' che poteva per contrastare questa piaga, dove sono le famiglie che hanno pianto e i giovani che sono stati sotterrati!? Ora la vendita si organizza anche attraverso i Social come quando si acquista nelle piazze o nei giardini pubblici. Prima ci assaliva la rabbia verso questo fenomeno, ora ci coglie la tristezza e il dolore. Non ci sono nuove strategie, i luoghi della morte sono di nuovo le periferie abbandonate e la merce costa molto poco e siamo noi adulti che spariamo solo statistiche e non vogliamo capire che non ci sono alternative:o lavoriamo tutti ancora una volta per educare oppure anche i luoghi piu' sani come i giardini con le mamme e le carrozzine si trasformeranno in luoghi di desolazione. Non bastano piu' le comunita' di ieri perche' il fenomeno e' cosi' diffuso che solo le scuole, le famiglie e perche' no gli oratori e i bar devono prendere coscienza che si potra' combattere se tutti facciamo rete. Dobbiamo far presto pero' perche' la rete che uccide e' gia' in piena attivita'.

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19/05/2020
UN MOTTO DA RIFARE
In tutta Italia, gia' da un po' vediamo sui balconi, finestre e terrazzi, dei cartelli con scritto:" Andra' tutto bene". Ed e' bello vederli, con i loro arcobaleni. Ci fa immaginare intere famiglie attorno ad un tavolo con carta, matite colorate e forbici. E' giusto inculcare ai bambini il senso della speranza. Ma per noi adulti e' lo stesso? Non e' che questo ci porti piu' facilmente a correggere quel motto da: "Andra' tutto bene" a "Speriamo vada tutto bene"? Poi ci domandiamo come finira' tutto questo, quante vite spezzate conteremo alla fine? Quanti danni sociali e materiali ci saranno? Quante persone perderanno il lavoro? Qualcuno dovra' porvi rimedio e, in termini economici, per chi rimane saranno "lacrime e sangue"? Percio' io lo cambierei in un piu' ragionevole "Speriamo...! Pero' (c'e' sempre un pero'), questo e' solo un motto e anche la speranza e' un' illusione che ci puo' lasciare delusi. Ma noi esseri umani abbiamo bisogno di essere incoraggiati, di fiducia e di prospettive positive. E cosi' anche un motto di per se solo di consolazione, puo' essere utile. Certamente piu' utile di certe espressioni oggettive che rischiano di essere ciniche o soltanto scettiche. Senza speranza non possiamo vivere perche' non avremmo il desiderio di ingegnarci per far fronte alle difficolta' presenti e alle necessita' future. Percio' per ora teniamoci questo motto e nel nostro cuore speriamo che vada tutto bene.

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26/05/2020
MISURE SEVERE
Le misure prese dal Governo per contrastare l' epidemia del Conad 19 incidono fortemente sulla liberta' individuale dei cittadini, quelle garantite dalla nostra Costituzione: riunioni, manifestazioni, movimento e iniziative economiche ecc...Tuttavia nessuno ha pensato che l' epidemia fosse un pretesto per bloccare quei diritti con scopi illiberali. Purtroppo le ragioni di necessita' e urgenza della tutela della vita e della salute hanno generato misure indispensabili. Se mai si potrebbe obiettare sulle tempistiche. Ci tocca quindi, nell' interesse di tutti e di ciascuno, obbedire con scrupolo e convinzione ai vari decreti. Le sanzioni per chi sgarra sono necessarie, legittime e giuste. Certo sono severe ma la situazione attuale lo esige.

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30/05/2020
I NAVIGATORI DELLA RETE
Leggo spesso di quella cattiva abitudine che porta qualcuno a usare il telefonino mentre si mangia. E' un abuso e in un certo senso la morte della comunicazione. E' indubbio il grande vantaggio che tutta l' umanita' ha tratto dall' web ma e' altrettanto vero che ha portato micidiali effetti collaterali, rafforzati dalle pratiche ossessive che ne facciamo. Sono alla stragua di una dipendenza come la droga o il gioco d' azzardo. Questo tipo di comunicazione, muta e asettica, ci ha privati della capacita' di comunicare socializzando, di usare la parola, la voce e l' interlocuzione per giungere allo sguardo e al cuore di chi ci sta di fronte. Il navigatore dell' web, digitando il suo pensiero, rimane nel suo individualismo, isolato da ogni contesto umano, incapace di trasmettere emozioni e empatia. Cosi' finisce per contrapporre il virtuale con il reale. Poi ci sono quei genitori che affidano ai loro bambini in tenera eta' lo smatphone. Questi sono le prime vittime di tale ossessione. Oltre alla capacita' di comunicare, li si priva di quelle elementari cognizioni culturali come la padronanza della grammatica, della sintassi, nonche' dell' eloquio vero e proprio. Quello a tavola quindi non e' un silenzio normale ma e' il silenzio della solitudine interiore e poi di quella depressione che affligge tanta gioventu'. Purtroppo certi "device" sono diventati l' unico modo per tenerci in contatto, cosi' ci rendiamo conto di quanto ci manchi la comunicazione diretta, faccia a faccia, con carezze, baci e abbracci. I mezzi tecnologici sono utili ma devono essere usati con attenzione, per non diventarne schiavi.

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04/06/2020
VECCHI O ANZIANI
La vita e' un romanzo che lascia fino all' ultimo capitolo le pagine piu' importanti da scrivere. Con questa premessa, sia prima che durante questo periodo di disgraziata virulenza, mi e' sembrato che gli ultra sessantacinquenni non abbiano poiu' il peso dell' eta' che si da di solito a tutti indistintamente. Quindi sembra che, e ci sono anche io, facciamo tutti parte di quella popolazione che chiamano "vecchia". Solo alcuni, sia per educazione che per cultura, ci chiama ancora "anziani"! Penso pero' che cio' dipende da noi che non abbiamo ancora capito la differenza fra questi due "aggettivi"! Come dicevo prima, la vita e' un romanzo e se la viviamo come tale, dando ai vari periodi del nostro ieri il fascino, l' avventura, i drammi amorosi, allegri, tiepidi, faticosi, siamo entrati comunque nell' ultimo capitolo che ci svela il mistero. Per un libro di cultura si sintetizzano le idee di tutto il libro, oppure un' epopea come la Bibbia o l' Odissea, chiude qualcosa di meravigliosamente poetico. Noi pero' non siamo epici ma solo biografici. Se pensiamo di essere vecchi il romanzo si chiude cona la parola "fine" e l' unica interpretazione ci vede alzarci dalla poltrona e andare a letto, sia che siamo a casa nostra o in case di riposo, per poi ricominciara al mattino con le parole crociate in poltrona finche' ne avremo la forza fisica e mentale. Io pero' non mi sento cosi', ho provato a sentirmi diverso, a volte con successo e a volte no, ma l' importante e' stato averci provato. E poi nessuno di noi muore del tutto. Alcuni lasciano pezzi di sangue del loro sangue, altri che non hanno potuto lasciano la loro saggezza, la fatica delle cose fatte, dei dolori delle cose fallite o solo sperate, abbracci e baci mai dimenticati. E questa e' la parte migliore. E' come il gusto che rimane dopo aver mangiato un dolce o troppo peperoncino negli spaghetti. Spero che l' amore, per motivi umani o spirituali, non muoia mai. E noi, volenti o nolenti, distratti o consapevoli, l' amore lo abbiamo vissuto e lo vivremo fino alla fine.

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11/06/2020
IL VACCINO E' LA MEMORIA
Oscar Luigi Scalfaro, durante una sua visita a Genova da Presidente della Repubblica, disse che il fascismo e' come un virus. E le cose oggi non sono diverse, anzi sono peggio. Nonostante questa pandemia che ci opprime, dobbiamo riflettere. Quasi ovunque nel mondo i regimi autoritari prevalgono: Cina, Russia, Filippine, Est europeo; antiche democrazie piegano verso confusi populismi come USA e Gran Bretagna. Da noi una destra ambigua venata di fascismo cresce approfittando delle difficolta' del Paese, l' epidemia prima negata ora viene cavalcata. Cosa succedera' dopo l' emergenza, in un contesto sociale stanco e alla ricerca di un salvatore? Il vaccino contro questo virus e' la memoria dell'orrore del fascismo, della dignita' perduta e ritrovata con la Liberazione. Come medici e infermieri che hanno resistito anche a prezzo della loro vita contro questa pandemia, siamo chiamati a fare il nostro dovere di cittadini in difesa della democrazia, delle sue istituzioni e dei suoi uomini. Dobbiamo tenerla ferma in un quadro internazionale che la vede soffrire, in un Paese oggi disorientato e fragile. La mafia gia' ne apprifitta di queste difficolta', cosi' come fanno fascismo e ambiguo populismo. Il ricordo di quella lontana Liberazone forse ci puo' aiutare come mai prima d' ora.

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15/06/2020
NUOVI ALBERI
Forse qualcosa si muove. Dopo anni di parole per far capire il valore degli alberi per la nostra sopravvivenza, si stanno facendo timidi passi avanti nelle nostre citta'. In occasione della festa dell' albero del 21 novembre scorso, sono state rese note nuove iniziative, ma la piu' importante e' stata quella di Milano, che ha deciso di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030, 200mila entro il 2020. Ma ci sono state anche altre iniziative in tutta Italia. Buone notizie dunque se partiamo dal principio che abbiamo capito quanto siano importanti gli alberi per la nostra sopravvivenza, se abbiamo capito che vivere in un ambiente piu' sano giova al corpo e alla mente, perche' non dobbiamo domenticare che la bellezza non puo' prescindere dalla natura. Attenzione pero' a chi riesce a speculare su queste necessita'. Si parla di "ecocidio", parola poco usata della quale dovremmo fare tesoro perche' il giorno in cui gli daremo il giusto valore, vorra' dire che avremo fatto un altro passo avanti verso un futuro migliore.

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22/06/2020
CASCATE IN PERICOLO
Viaggiare e' bello, cercare le bellezze naturali e ammirarle ci avvicina a cio' che sono le meraviglie del creato. Ci farebbe capire quanto e quando dovremmo averne cura. Il riscaldamento globale riguarda tutto il pianeta ma ci sono Paesi che soffrono piu' di altri. In Africa per esempio, negli ultimi mesi, le temperature hanno toccato oltre 50 gradi e si prevede una catastrofe ambientale. Milioni di persone rischiano di morire di fame per lo scarso raccolto causato dalla carenza di acqua che distrugge non solo l' agricoltura ma anche i sogni di chi aveva trovato nel turismo nuove risorse. Una di queste meraviglie sono le cascate Vittoria, patrimonio Unesco che negli ultimi anni hanno ospitato un numero sempre maggiore di visitatori. La stagione delle piogge e' cominciata e una delle cascate piu' grandi del mondo e' ora al minimo della sua portata. Si teme di perdere l' ennesima stagione turistica. Le cascate Vittoria sono il simbolo di un cambiamento che sembra voglia bloccarsi. Secondo l' ONU, nell' Africa australe 45 milioni di persone sono a rischio a causa di un innalzamento delle tempearture di 2 gradi superiore alla media del pianeta.

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27/06/2020
BOSS DOMICILIATI
Non bastava la pena del Covid 19, ci mancava proprio un altro male evitabile. Non mi riferisco alle varie liti in TV fra Ministri della Repubblica ma alla concessione degli arresti domiciliari a centinaia di detenuti per crimini di mafia o di spaccio, catturati e processati con dispendio di energie e rischi. Sono tornati a casa! Suscitano l' indignazione nostra e delle famiglie delle vittime, perche' potrebbero riorganizzare il loro potere e ...infine fuggire! Ma come e' potuto accadere?! L' epidemia ha sconvolto le carceri, sovraffollate e indecenti, anche con alcune tragiche rivolte, cosi' simultanee pero' da far sospettare una regia mafiosa. Il Ministro della Giustizia ha chiesto ai direttori delle carceri di segnalare i detenuti piu' a rischio, cosi' che la magistratura possa disporre la sorveglianza agli arresti domiciliari. Ma i carcerati in isolamento erano cosi' a rischio? Si sarebbe dovuto tentare di mettere in sicurezza, con trasferimenti e sistemazioni d' emergenza, i detenuti piu' pericolosi, riservando magari agli altri questi arresti domiciliari! Il Ministero ha agito male e inadeguatamente e quel male fatto rischia di essere grave. Ora la norma che consente di ripristinare il carcere sembra ragionevole. Speriamo serva a ricordare che occorrono nuovi e diversi luoghi di pena!

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05/07/2020
RICORSO ALLA FORZA
Ripudiare non e' solo rifiutare ma allontanare da se' qualcosa alla quale teniamo molto. Lo dice anche la nostra Costituzione. L' Italia ha usato la Seconda Guerra Mondiale come strumento di offesa per altri popoli. Ne e' uscita devastata sia materialmente che moralmente, riscattata dal movimento di liberazione e dall' impulso di ricostruzione che ha portato la stessa Costituzione. Non siamo stati molto fedeli al suo art. 11, sotto diverse forme, un po' ambigue, abbiamo partecipato ad azioni di guerra. Ma la Costituzione, con usuale chiarezza, aggiunge che la guerra deve essere evitata con un ordinamento che assicuri pace e giustizia tra le nazioni. Guardando oggi il mondo, troviamo guerre atroci, dalla Siria all' Africa, quasi ignorate dalle opinioni pubbliche dei Paesi piu' ricchi, non di rado dediti a fomentarle. La debolezza delle ONG che dovrebbero promuovere la pace, e' troppo evidente. Basti ricordare il Ruanda...in pochi si sforzano di dare loro un impulso per riprendersi. Anche l' Europa spinge poco, quella di cui noi tutti facciamo parte. Tirando le somme dunque, quel nostro "ripudio" da Costituzione e' incompleto, e' piu' fiacco di quanto la parola volesse e tuttora voglia affermare.

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09/07/2020
ALLARME AUMENTI
Le vacanze degli italiani non sono compromesse solo dal Covid-19 ma anche dal carovita che in Italia e' generalizzato in tutti i comparti del turismo: dalle case in affitto agli alberghi, ai ristoranti, ai bar, ai trasporti (anche aerei e traghetti). Un vero e proprio salasso dal quale non si salva nessuno. Una vacanza di 10 giorni, secondo il Codacons, arriva a costare il 20% in piu' rispetto allo scorso anno. Gli esercenti accampano la scusa delle spese per la sanificazione imposta dal Governo e per il lockdown che non gli ha permesso di lavorare. Polemiche che non riguardano solo localita' di villeggiatura ma anche locali cittadini come bar e parrucchieri. Il rischio e quello di perdere la clientela. Troppo comodo tenere i prezzi bassi quando gli italiani erano costretti a casa per la quarantena per poi alzarli non appena si e' ripreso a circolare. Quanto al flop "bonus vacanze" previsto dal Governo, una spesa inutile senza costrutto, (da 150 euro per uno scapolo a 500 euro per una famiglia con almeno 3 figli!), difficile che possa servire a risanare la stagione estiva! Lo sgravio va a chi ha un ISEE sotto i 40mila euro ma deve essere accettato dagli albergatori (solo quelli della riviera romagnola per ora hanno accettato) e anticipato per l' 80% in vaucher perche il restante 20% verra' scalato dalle tasse del 2021! ed esclude chi prenota attraverso piattaforme on line. Insomma, piu' facile a dirsi che a farsi!!

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12/07/2020
PAURA DEL COVID
Perche' l' estate si e' portata via la paura? Le spiagge registrano ammucchiate di corpi degne di un raduno hippy del secolo scorso e i pochi asociali che si ostinano a indossare la mascherina lo fanno per timidezza, avendo cura di non coprirsi troppo il naso. Persino il famigerato doppio bacetto di saluto sulle guance, la cui scomparsa sembrava una delle poche conquiste felici di quest' anno disgraziato, sta tornando alla ribalta come gesto trasgressivo. Nel mondo i contagi non sono mai stati tanto alti, in Italia i litigi nel Pd. Ogni giorno i virologi aumentano la dose, disegnando scenari da incubo: quello di ieri descriveva un Covid col turbo capace di sfrecciare nell' aria senza autovelox. Per molto meno, a marzo ci saremmo nascosti dentro un armadio. Adesso non funzionano nemmeno le minacce di Zaia contro gli sciagurati che violano «l’isolamento fiduciario», altra espressione strepitosa della neolingua del virus.Tutti si chiedono che cosa abbia trasformato i cavernicoli di ieri nei tarantolati di oggi. Il caldo, le divisioni tra scienziati, la sensazione di cessato pericolo. Io ci vedo anche una certa incapacita' di adattamento alla Fase Due. Non funzioniamo come le manopole, dosabili secondo necessita', ma a scatti, come gli interruttori. O accesi o spenti, o liberi o prigionieri. Le vie di mezzo sono per gli esseri evoluti.

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18/07/2020
VIVERE BENE
Ho un amico che ripete spesso alcune massime e una e' questa:"Giovinezza previdente, vecchiaia sorridente"! Naturalmente si riferisce all' aspetto economico, ma non esiste solo quello. Se fin da giovani abbiamo fatto una vita buona, senza dissipazioni, cercando di impiegare i nostri talenti al servizio degli altri, questo e' stato un buon investimento per la vecchiaia. Quest' ultima e' un periodo che ci nutre piu' di ricordi che di vita attiva. Alla fine dei nostri giorni tanto ci rimarra' soltanto quello che abbiamo donato a tutti quelli che abbiamo incontrato sulla nostra strada; tutti i riconoscimenti, le onorificienze, i titoli scompaiono come neve al sole e non serve aggrapparsi a questi perche' ci si sente solamente inutili e soli. Se l' unico obiettivo di questa nostra breve e faticosa vita e' l' essere felici, facciamolo nel modo giusto, facendo del bene secondo i nostri talenti, e' il meglio che possiamo fare. Pero' sappiamo bene che tra il dire e il fare c'e' di mezzo...La vita e' imprevedibile, il rischio ci spiazza in continuazione e non sempre riusciamo a fare cio' che vorremmo veramente. La buona notizia e' che pero' possiamo cominciare ad ogni eta' e in qualunque momento!

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23/07/2020
DOPO L' EMERGENZA
(che per me non e' ancora finita!)
Pensiamo a chi e' tornato a casa dall' ospedale, guarito. Ora immaginiamo quelli che sono stati dimessi dopo il Covid-19, colmi di gratitudine e speranza, con addosso ancora qualche strascico della triste malattia virale, che confidano nel sistema sanitario nazionale, alle cui prestazioni hanno diritto! E qui scende il buio! Gia' molte cure e patologie sono state trascurate in questi ultimi mesi. Aggiungiamo che la maggior parte dei convalescenti e' anziana e con patologie multiple. Senza dimenticare i vecchi malati cronici non autosufficienti gia' decimati nelle RSA, destinati a ritornarvi o a rimanervi. Un brutto capitolo che, al di la' dei processi in corso, impone un severo controllo. Molte istitituzioni gia' da tempo privano questi anziani dei loro sacrosanti diritti, facendo loro firmare atti illeggittimi di rinuncia senza che nessuno degli organi pubblici sia intervenuto. Tutti quei convalescenti troveranno i loro medici di famiglia e i servizi territoriali insufficienti, rischiando salute e vita. Ed e' qui che bisogna investire, assumendo personale, organizzando personale competente fuori dalla clintela partitica. Quella trentina e piu' miliardi di euro del MES che l' Europa ci vorrebbe dare sono pronti e adatti a questi scopi. Ma la politica ancora una volta si sfida con le sue contrapposizioni partitiche per una manciata di consensi, accentuando dove possibile la gia' esistente esagerata lentezza nel formulare progetti chiari e concreti. Ed e' qui invece che potremmo giocarci la ricostruzione del Paese e la sua speranza per un futuro di dignita'. Sigh!

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23/07/2020
LA CULTURA E' UNA PRIORITA'
Lo sviluppo della cultura e' posto fra i principi fondamentali della nostra Costituzione. Mentre altrove c'e' il diritto all' istruzione e allo studio, fondamentali per la formazione della persona, la cultura non e' solo un diritto ma un' opportunita' e un dovere morale e sociale. Ed e' la Repubblica che ne deve garantire le occasioni di sviluppo. Deve essere una premessa di ogni progetto politico. Certo, c'e' anche la scuola ma i musei, le biblioteche, le pinacoteche, i siti archeologici, le bellezze naturali , il patrimonio artistico hanno in Italia un rilievo particolare: siamo, nel mondo, i piu' dotati. La pandemia ha messo in difficolta' molte attivita' e ambienti di questo universo, essenziale per l' economia stessa. La consistenza morale di ogni cittadino ne dipende fortemente e ne trae il giusto profitto. Negli ultimi anni, alla cultura di ogni genere, si e' dato poco e talvolta male e di questo dovremmo vergognarci. Sono state stabilite altre risorse per il futuro ma non si sa se basteranno. Si spera che almeno servano ad impedire perdite di competenze e lavoro e siano prese nell' ambito di un disegno di ampio respiro, per correggere una trascuratezza che va avanti da molto ma molto tempo.

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01/08/2020
PER UN GRAZIE
Francesco De Gregori ha cercato invano di contattare il presidente del Consiglio per ringraziarlo per una citazione sulla canzone "Viva l' Italia". Non capita spesso che un Principe si degni di chiamare un Conte. Invece il centralino di Palazzo Chigi lo ha lasciato in attesa, senza nemmeno passargli la segreteria del premier. Certo che De Gregori, messo in attesa, trattato dalla Nuova Casta come uno stonato qualsiasi e' suggestiva, ma non basta a spiegare il fenomeno del centralinismo romano, autentico presidio democratico del Paese. Tutti ci siamo sentiti dire almeno una volta: "Attenda in linea" da una voce scocciata! Poi non parliamo dei centralini elettronici, anche piu' indisponenti. Pero' il centralinista romano in carne e ossa, nei rari casi in cui ancora funziona, non bada di sicuro allo status dell' interlocutore. Ricordo un famoso caso in cui il centralinista di un quotidiano della Capitale a cui le Brigate Rosse osarono telefonare per rivendicare un attentato durante la pausa pranzo, rispose: "Un momento, sto a magna'!" Quel giorno il terrorismo capi' che non avrebbe mai fatto breccia nelle classi popolari. Quanto a De Gregori, la prossima volta che vorra' ringraziare Conte, e' meglio che mandi un disco autografato a Casalino.

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07/08/2020
SPAZIO AI GIOVANI
La prima volta in cui Graziano Mesina venne arrestato a Orgosolo per un fucile rubato era il 1956. I Beatles, per dire, non esistevano ancora e i sovietici si accingevano a occupare l' Ungheria. La prima volta in cui evase da una caserma dei carabinieri correva l' anno 1960, quello delle Olimpiadi di Roma. Allora anche Montanelli ne tesseva un po' provocatoriamente le lodi. Cosi', quando hanno detto che era scappato di nuovo, per un attimo ho sperato che si trattasse di un nipote o di un omonimo. Invece era proprio lui, Graziano Mesina detto Gratzianeddu, di anni 78. Il dubbio fascino e la sicura dannazione del nostro Paese e' questo eterno ripetersi delle cose, sempre uguali. C' e' sempre un governo che sta per cadere, un magistrato sotto accusa, una situazione economica sull' orlo del collasso e un pensionato che guarda e controlla i cantieri! Ammettiamolo: prima che a quelle dello Stato, un settantottenne alla macchia e' una sfida alle leggi della natura. Neanche nel banditismo sardo siamo riusciti a garantire un ricambio. L' ultimo che hanno arrestato ieri, tra l' altro per sbaglio, e' un ex compare di Mesina e ha 77 anni. Sarebbe ora di lasciare un po' di spazio ai giovani, almeno li'.

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12/08/2020
ESPLOSIONI DI RABBIA
Dopo la morte violenta dell' afroamericano durante un' operazione di polizia, si e' riaccesa la polemica sul razzismo negli USA. E' stato ucciso da un bianco che si porta dietro 18 denunce per violenza, quindi e' esplosa la rabbia della gente in tutti gli States, con attacchi alle forze dell' ordine, saccheggi e incendi. E questo succede quasi ogni anno, dal 1992! Una catena di umiliazioni e violenze che bisognerebbe interrompere. Colpa del suprematismo bianco e del culto del possesso personale delle armi e dell' autodifesa, una cultura diffusa in alcuni ambienti che e' da cambiare. Malgrado le battaglie degli anni '60, i movimenti per l' uguaglianza negli USA non riescono a liberarsi del fantasma del razzismo. Con la violenza c'e' solo da rimetterci perche' ad ogni episodio violento seguono violenze. Chi sostiene tale violenza afferma che gli USA capiscono solo il linguaggio della forza. Con tutti i loro spettri, la tratta degli schiavi, la guerra civile e il blocco della mobilita' sociale che pesano sugli afroamericani, il culto della violenza viene assorbito dalla polizia, lo stesso linguaggio pubblico che spesso incita alla violenza e rischia di essere incendiario. Gli USA sono una grande democrazia che fotunatamente riesce a superare questi avvenimenti. Gli americani vivono terribili contraddizioni, restando ancorati alle risorse della loro democrazia. Questa e' la loro grandezza di Paese. Ora pero' siamo al limite. La propaganda dell' odio si sta incrociando con una crisi economica fortissima, con un Presidente distratto dai suoi soldi e da un virus che sta diventando molto pericoloso! Non si puo' piu' scherzare con la violenza, ci vuole una svolta. L'Europa non e' da meno, si scopre con gli stessi rischi degli USA come crisi economica e sociale, con diseguaglianze e isolamenti di strati di popolazione. Speriamo che questo difficile periodo sfoci in una stagione di ricostruzione, di solidarieta' sociale e di lavoro per tutti e non in un' eta' di odio, frutto di marginalizzazioni e disperazione. L' allarme che viene dagli USA e' valido per tutti. Aiutare tutti a vivere una vita dignitosa. L' accorta e rapida azione dello Stato deve incrociarsi con la rinascita della passione civile che porti solo del bene. Un esempio sono stati i nostri volontari durante le settimane della pandemia. Oggi c'e' una societa' civile in parte da ricostruire!!

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16/08/2020
COMPLICI DEL MALE
Forse pochi sanno che siamo i noni produttori di armi al mondo. Le facciamo per le nostre forze armate e le vendiamo per analoghi usi a molti altri Paesi. Ma commerciamo anche in armi da guerra molto potenti e sofisticate (negli anni 80, in piena crisi industriale, ho rifiutato di eseguire la lavorazione della torretta di un carro armato, senza conseguenze lavorative), non solo con chi e' oggetto di aggressioni. Ecco perche' suscita interessela prospettiva di nuove forniture, tipo navi da guerra all' Egitto e ad altri stati arabi. Ma il nostro giro d' affari e' molto piu' vasto, specie con la Turchia. Parte delle bombe che colpirono i curdi erano italiane. Le ragioni di certi interessi non giustificano la noncuranza dei limiti e delle regole. Il Trattato delle Nazioni Unite dice che si puo' vendere armi ai soli Paesi aggrediti e non a chi viola i diritti fondamentali contro l' umanita'. L' Italia non e' puntuale quasi mai con la presentazione delle relazioni sulle proprie vendite quindi il Governo spesso riferisce solo quantita' ma non qualita' delle armi. La nostra stessa Costituzione vieta di cedere armi ai Paesi in guerra e a quelli che violano le liberta' fondamentali. Pur di vendere chiudiamo gli occhi. Le responsabilita' sono politiche, morali, giuridiche e sono da riesumare. In Parlamento sono depositati dei disegni di legge per rendere piu' stringenti i limiti e i controlli. Intanto quelle vigenti si violano disinvoltamente pur davanti a corpi straziati anche con il nostro contributo.

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21/08/2020
LE MASCHERINE
Ascoltando la radio la mattina si ha l' impressione di una Italia consapevole e responsabile, una Italia che riflette e ragiona. E non parlo di sinistra e di destra. La responsabilita' non porta bandiera ma si basa sul sentimento di appartenenza a una coscienza che si fa carico dei problemi generali e non solo personali o di gruppo, proponendosi di migliorare le condizioni di chi vive sul nostro pianeta. In questo periodo si parla molto della pandemia e delle decisioni da prendere nei riguardi della scuola, dei luoghi di incontro, del possibile ritorno di fiamma autunnale. La preoccupazione per la crescita dei contagiati porta a interrogarsi sul comportamento dei giovani che forse hanno capito male, illudendosi che il virus sia stato vinto e si possa tornare a ballare, ad abbracciarsi, ad affollarsi nelle occasioni musicali e sportive come prima. Intanto il virus, dato per battuto, se la ride prendendo in giro tutti: un po' fa il morto e, subito dopo, approfitta delle illusioni per penetrare subdolamente nei corpi degli imprudenti. E, felice di avere fatto strage di anziani, ora prende a inseguire i piu' giovani. Da qui il ritorno alle mascherine che tutti dovrebbero indossare. Oggi la mascherina nasconde meta' della faccia, coprendo la voce che, per esempio per il teatro, sarebbe essenziale. Oggi la voce viene attutita e coperta perche' emana gocce di saliva su cui naviga il bellissimo e micidiale virus dai colori luminosi. Se tutti, ma tutti portassero la mascherina chirurgica il virus si fermerebbe. E siccome girano molti asintomatici, e' necessario che la usino tutti. Ma l' ignoranza dilaga, peggio del virus. L' ideale sarebbero le coperture facciali che proteggono sia dall' uscita che dall' entrata delle goccioline, ma non si trovano e sono care. Mortificati nell' uso della voce che esprime volonta' e carattere, molti tirano giu' la mascherina sfidando il futuro. Ma il futuro non e' generoso ne' benigno come troppi credono. E se non stiamo piu' che attenti, si fa beffe di noi.

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26/08/2020
CRISI E VIRUS
Due crisi economiche in dieci anni e un mondo totalmente diverso hanno messo ko i nati degli anni 2000. Cresciuti con un' idea precisa del loro futuro, grazie agli esempi dei genitori, si sono ben presto resi conto che quello che sognavano (e che erano convinti di ottenere) non sarebbe mai arrivato. Un lavoro a tempo indeterminato, la possibilita' di crearsi una famiglia da giovani, mettere da parte qualche soldo. Niente di tutto questo. Al loro posto, lavoretti, contratti a tempo determinato, co.co.co, disoccupazione e, per una buona fetta di loro, fuga dall' Italia. Una vita da precari, che non trasmette la sicurezza necessaria per poter crescere davvero, socialmente ed economicamente parlando. Nel 2008 e' stata la volta della crisi che ha investito prima gli Stati Uniti, poi il resto del mondo. E ora, la crisi legata alla pandemia di Covid-19. Quella che alcuni studiosi e analisti hanno definito "la peggiore dal crollo del '29" e che, secondo i primi dati disponibili, ha reso ancora piu' immobile l' ascensore sociale. «La pandemia da COVID-19 si è innestata su una situazione sociale caratterizzata da forti disuguaglianze. Una fotografia che si traduce in un solo risultato: la generazione piu' giovane e' accompagnata da una diminuzione delle probabilita' di ascesa sociale. Sono tutti dati destinati a peggiorare, dal momento che gia' prima della comparsa del coronavirus, i giovani italiani non erano in condizioni socio-occupazionali ottimali.

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01/09/2020
IL LIMITE DEL SEQUESTRO
Ormai e' passata e ha perso d' interesse. Dopo gli errori commessi, lo sdegno comune, il dolore di tanti, a chi puo' interessare un vecchietto rinchiuso in una casa di riposo? A chi importa se rimane solo, isolato al limite del sequestro, semisepolto prima del tempo (tanto la' ci andiamo tutti)? Quando ci fu il lockdown non siamo riusciti a fare nulla. Ma ora? Ci siamo dati dei mea culpa allora e ci siamo commossi di fronte ai nostri anziani che morivano soli e senza nessun conforto familiare! Ora sembra non siano piu' un problema ma, per evitare altre atrocita' e nuove responsabilita', li richiudiamo a doppia mandata, cosi', se prima morivano senza il conforto dei loro cari, ora sopravvivono senza gli stessi affetti. In tutti gli istituti del genere la norma e' rigida e chiar: sono escluse le visite dei parenti. Le uniche possibilita' sono le videochiamate o gli appuntamenti quindicinali pe3r incontri a distanza di sicurezza! Non e' vita quella alla quale li abbiamo condannati. Ma l' importante e' tornare a far volare l' economia e distribuire a pioggia soldi e benefici a destra e a sinistra. Ma non ci curiamo di vedere dove e come i nostri anziani trascorrono i loro ultimi giorni. Sarebbe stato meglio pensare altre soluzioni senza trascurarne nessuna di queste. E' giusto rispettare le norme sanitarie e aprirere le visite in modo indiscriminato ai parenti non farebbe che mettere a rischio la vita di chi e' gia' fragile. Tuttavia siamo nel futuro, un tempo nel quale si potrebbero trovare soluzioni e strategie che possano accontentare tutti, se ne parla perche' si ha la lingua per farlo ma i fatti sono lontani! Le istituzioni nazionali e locali dovrebbero darsi da fare con fondi destinati ad hoc per risolvere almeno in parte certe situazioni, anche aiutando le famiglie a far rimanere i nonni a casa propria!

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07/09/2020
QUALCOSA DA RIVEDERE
I carabinieri sono in generale sani e servono la comunita' in senso prezioso. Purtroppo non tutti! Anche la magistratura e le istituzioni garanti hanno purtroppo i loro difetti. Per questo certe vicende sono gravissime e non vanno archiviate con la solita espressione "mele marce" che rischia di far perdere peso agli eventi. Prima ci fu il G8 a Genova nel 2001, dove alcuni manifestanti pacifici furono aggrediti, dimostrando una certa violenza verso i deboli e poca forza verso i violenti. Poi vennero altri tragici episodi come il caso Cucchi, che fu disgraziatamente un esempio di abuso e omerta' interna all' Arma. Attualmente sono anche sotto giudizio i maltrattamenti e l' accusa di omicidio in caserma di Serena Mollicone. Nel frattempo non sono mancati episodi di esaltazione del fascismo e un torbido culto della violenza. Perche' il Corpo dei Carabinieri sia sempre un presidio fondamentale e affidabile dell' ordine e della sicurezza, occorre essere chiari. Queste vicende sono intollerabili e gli autori vanno puniti. Ma i responsabili della vigilanza ad alti livelli non vanno risparmiati. Ci ripugnano e ci inquietano le deviazioni dei costumi, della disciplina e dell' onore. C'e' qualcosa che va rivisto nel reclutamento e nel clima di alcuni ambienti del Corpo, che solo cosi' puo' essere l' istituzione apprezzata e amata da tutti noi cittadini!

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13/09/2020
NON CANCELLARE IL PASSATO
E' gia' un po' che sui media ricorre la parola "iconoclastia", riferita a coloro che esprimono il dissenso con violenza contro monumenti a personaggi ambigui, se non negativi, della storia, distruggendone le effigi. Vengono in mente due riferimenti storici: i lager nazisti (da conservare a perpetua memoria) e la violenza distruttiva dei talebani contro le statue dei Buddha di Bamiyan. Se agli occhi di un islamista la religione buddhista e' falsa e qualunque falsita' va annientata, bisognerebbe distruggere ogni simbolo di tutte le altre credenze religiose, fra cui quella cristiana. Cosi' se, agli occhi dei distruttori di statue odierni, come quella di Cristoforo Colombo negli USA, il razzismo e' un male, allora bisogna annientare tutto cio' che lo richiama. Bruciare quindi anche gli scritti di Ungaretti e Pirandello e altri che aderirono al fascismo? Noi umani abbiamo bisogno di immagini e di statue, sia in campo religioso che laico perche' l' uomo e' un animale simbolico. Quando dipingiamo o scolpiamo l' immagine di qualcuno, vuol dire che egli e' diventato un mito. Ma i miti non sono tutti positivi o da imitare e quindi possono essere un monito per i giovani di oggi. Dobbiamo imparare a non idolatrare chi e' rappresentato. La storia non si impara solo sui libri ma anche per le strade e le piazze e il passato non si cancella solo perche' si abbatte una statua o si bruciano i libri. Tornando alla parola "icona", pensiamo all' analogia fra quelle scolpite delle statue, dipinte sui quadri o a quelle sui nostri monitor. Hanno in comune la capacita' di portarci altrove: nel PC aprendo un programma o una pagina di un sito web, quelle cittadine rappresentandoci un passato che non e' stato sempre benefico o veritiero, che ha conosciuto il bene e il male, il vero e il falso, la guerra e la pace, il razzismo e la convivenza pacifica. Sta a noi saper leggere fra certe righe piuttosto che a distruggerle attraverso la loro negazione, che incrementa la violenza e l' intolleranza.

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22/09/2020
IMPEGNO PER LA CULTURA
L' art. 9 della nostra Costituzione promuove lo sviluppo della cultura ed e' posto fra i principi fondamentali. Altri articoli stabiliscono il diritto all' istruzione e allo studio, fondamentali per la formazione della persona. Cosi' si presenta la cultura, non come un diritto ma come un' opportunita' e un dovere morale e sociale. E' la Repubblica il motore che spinge le occasioni di sviluppo della cultura e ne garantisce sempre la piena liberta'. Dunque la cultura e' il coronamento di ogni progetto politico, che deve essere espressione e stimolo. Ma i musei, le biblioteche, le pinacoteche, i siti archeologici, le bellezze naturali, il patrimonio artistico nel suo insieme, hanno in Italia un rilievo particolare: siamo i piu' dotati al mondo! La pandemia ha messo in crisi molte attivita' e ambienti di questo variegato universo, essenziale per la stessa economia, tanto da essere stato definito il nostro "petrolio". La consistenza civile e morale dei cittadini ne dipende fortemente e nello stesso tempo ne trarra' il giusto profitto. Non nascondiamoci che negli ultimi anni alla cultura di ogni genere e' stato tolto tanto e malamente. Speriamo, ma non credo, bastino le risorse appena stabilite. Ma almeno che servano a impedire perdite di competenze e di lavoro e siano prese nell' ambito di uno speciale disegno per correggere una trascuratezza che si trascina da troppo tempo.

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28/09/2020
RIFIUTI ELETTRONICI
Ogni tanto il nostro telefonino ci da delle noie e non pensiamo di ripararlo ma di buttarlo, anche se lo abbiamo comprato solo 2 anni prima. E' una sorta di scadenza implicita, ufficiale o nascosta, di un' obsolescenza programmata! E' logico promuovere il comportamento ecologico di non buttar via al primo problema milioni di elettrodomestici anziche' aggiustarli o riciclarli. Ma questa e' una strada difficile da seguire se siamo tutti vittime di un sistema che rende i nostri dispositivi obsoleti prestissimo per migliorare i profitti di chi li produce. Per non parlare dei costi altissimi delle riparazioni, fra pezzi di ricambio e manodopera. Nella nostra societa' bisogna ridare il giusto valore alle cose per rispettare chi le produce, chi le usa e chi, invece, a causa della fine precoce della vita degli elettrodomestici, si deve confrontare con montagne di rifiuti elettronici che sono l' ennesimo problema del nostro tempo!

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04/10/2020
ADOTTARE UN ANIMALE
Nel variegato bestiario della politica italiana, ci sono anche assessori alla Cultura che abbandonano quattro cuccioli in una scatola di cartone davanti alla villa di una nota animalista come si abbandonavano i neonati nella ruota degli esposti, sperando che se ne prenda cura, altrimenti, magari qualcuno provvedera', o forse moriranno come topi nello scatolone. Il protagonista della vicenda e' l' assessore alla Cultura di Caltagirone, denunciato ai carabinieri perche' sgamato dalle telecamere di sorveglianza della zona. E' stato accusato di maltrattamento di animali, si e' dimesso e ha chiesto scusa pubblicamente, accampando non precisati problemi di smarrimento ecc...insomma: ha fatto una sciocchezza, per usare un eufemismo.
La cosa ha fatto giustamente scalpore perché la sensibilità degli italiani nei confronti degli animali e' cresciuta parecchio. Non siamo più negli anni Cinquanta, dove i cani erano bestie da legare alla catena, si calcola che nel nostro Paese ci sia un animale da compagnia ogni due abitanti, cani, gatti, uccelli, pappagalli, criceti, tartarughe, scimmiette e via dicendo. Per verificare l’aumento esponenziale del fenomeno basta vedere i banconi dei supermercati, che si sono allargati a dismisura per provvedere ai loro bisogni. Il primo ad accorgersene (al solito quando si tratta di marketing politico) e' stato Berlusconi, che infatti si e' fatto fotografare in lungo e in largo con il suo barboncino Dudu'. Successivamente il fenomeno si e' sparso. Prima di Pasqua si e' fatto riprendere in atteggiamento tenero con degli agnellini suscitando l' ironia di molti. Ma intanto attraverso questo quadretto pastoral-bucolico e' stato garantito il lancio di "Forza Animali", come e' stato definito il partito animalista collegato a Forza Italia fondato da Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell' ambiente e della Commissione bicamerale per la tutela dell' infanzia (sperando che la deputata abbia sempre ben chiara la differenza tra i due ambiti). C'e' da scommettere che la nuova creatura politica animalista mietera' grande successo alle prossime elezioni politiche, anche se il programma e' circoscritto alla: "piu' parchi canini, piu' detrazioni per le spese veterinarie e forse, piu' croccantini e meno zecche per tutti...anche se in Italia c'e' qualche altro problemuccio da risolvere, tipo disoccupazione, tasse, poverta', ripresa economica, integrazione, scuola, giustizia, sovraffollamento delle carceri, cose cosi' insomma.
Tornando al nostro assessore, visto che si e' dimesso e pentito pubblicamente, gli consiglierei una cospicua donazione alla Lega nazionale per la difesa del cane o, meglio, uno stage estivo di volontariato in un canile, dove c'e' sempre bisogno di qualcuno a portata di zampa. Dimenticavo, la storia ha avuto un lieto fine: la signora nota animalista ha adottato tutti e quattro i cuccioli.

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11/10/2020
NON SCROLLARE LE SPALLE
Alcuni psicologi annoverano nella digitalizzazione uno dei colpevoli del disagio giovanile e del vuoto che essi vi trovano. Una volta era la TV ad essere accusata di plasmare l' individuo, di determinare episodi di violenza, di produrre insicurezza. Ora e' la volta dell' Web. Anche se legittima, quest' idea mi sembra incompleta. La Rete ci ha liberati dall' attesa, ci permette di decidere, di poter dire la nostra, di essere autori e attori e non solo spettatori. Ci esprimiamo on line, ci relazioniamo, siamo noi stessi. Non sono i social a creare il deserto, ma siamo noi che desertifichiamo questi spazi con i nostri vuoti e le nostre ambiguita'. I media digitali non sono soggeti attivi dotati di iniziativa propria ma proiezioni della nostra coscienza, nel bene e nel male. Per questo motivo l' unica flebile speranza rimane quella educativa, quella di non scrollare le spalle ma di farsi carico e impegnarsi nella costruzione di una societa' dove l' uomo e la sua dignita' tornino ad essere le misure del pensare e dell' agire.

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19/10/2020
POVERI E RACKET
Leggevo su un settimanale la polemica non troppo sbandierata sui migranti e i rom che si posizionano agli angoli delle strade, ai semafori, davanti ai supermercati e in ogni dove possono, con in mano un berretto, un bicchiere o un piccolo contenitore qualsiasi, a chiedere l' elemosina. Si diceva che costoro, o almeno la maggior parte, erano in mano a persone senza scrupoli che li sfruttavano a quello scopo, chiedendo poi loro una parte del ricavato. Una specie di racket moderno! Ma se anche fosse cosi', per quel poco che riusciamo a dare loro, a qualcosa servira'. Sicuramente a ingrassare i loro aguzzini ma anche ad aiutare in qualche modo e in percentuale anche loro. Non ci sono differenze tra questi poveri e quelli che sono nel nostro immaginario giornaliero, perche' se dovessimo ragionare sul si ma perche' oppure no, dovremmo partire da molto lontano a cercare una spiegazione. La rivoluzione qualche volta la puo' fare anche il sasso di un Davide qualsiasi, l' importante e' abbattere il Golia della miseria, del disagio e della poverta'. Peccato che in questa societa' preferiamo le Bmw alle fionde e anche i pochi Davide sono piu' impegnati nel rispondere al telefonino che a preparare un nuovo umanesimo.

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26/10/2020
SCADENZE E LIBERTA'
Una vicenda grave e amara. Il processo per lo stupro di una bambina si e' concluso, dopo 20 anni, con una sentenza di prescrizione per scadenza dei termini. Non si sa di chi sia la colpa negli uffici giudiziari, con la durata dei tre gradi di giudizio eccessivamente lunghe. Chi si interessa della nostra dissestata giustizia lo ripete da anni di accelerare i processi, nel deserto di una politica che non si cura di questo valore, che gli organici scoperti non possono non portare a fallimenti amari. Anzi inaccettabili, se non fosse che il Paese li accetta di fatto da tempo immemorabile, senza reagire, lasciando spesso le vittime da sole. A questo si aggiunge che la peggior parte della politica non vuole neppure porre mano alla revisione della disciplina della prescrizione, che deve essere piu' lunga e non decorrere piu' dopo il primo grado. Se cosi' fosse stato, il fallimento stavolta si sarebbe evitato. Ma interessi squallidi e complicita' con il malaffare della casta fermano la riforma. Ed eccoci impotenti a vergognarci di fronte alle vittime che non vogliono le solite chiacchiere.

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02/11/2020
NON GIUDICARE
Come si puo' giudicare una madre che ha temuto di vedere scomparire il figlio adolescente dentro una nuvola di spinelli? Lo ha sgridato, ha provato a capirlo e a farsi capire. Si e' improvvisata assistente sociale, investigatrice, questurina. Fino a quando si e' rassegnata a rendere pubblica la sua angoscia, parlandone con i finanzieri ai quali ha aperto le porte di casa. E' stato proprio durante la loro perquisizione che il ragazzo si e' tolto la vita. No, non la si puo' giudicare. Ci si puo' solo azzardare a indossarne i panni. Quelli di un genitore alle prese con un figlio irrequieto nel turbinio dell' adolescenza, l'eta' in cui le comunicazioni in famiglia risultano piu' disturbate. Magari esistesse un prontuario della madre perfetta, una sensibilita' che funzioni sempre e con tutti. A volte ci si dimentica quanto sia arduo assumersi la responsabilita' di educare un altro essere umano. Sara' per questo, forse, che alcuni la rifuggono. Gli altri la affrontano come possono, mettendoci dentro a loro volta le proprie fragilita'. E magari si ritrovano come quella madre, sul pulpito di una chiesa dove si celebra l' ultimo funerale a cui avrebbe voluto assistere, sorprendendosi a esorcizzare la morte e l' immancabile senso di colpa con parole piene di vita. Nessuno si impossessi del suo dolore o la trasformi in una bandiera della campagna proibizionista. La signora di Lavagna e' solo una madre sconfitta che si interroga su quanto sia difficile il suo mestiere.

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12/11/2020
ESONERO MODELLO
Claudio Ranieri e' un esemplare raro di italiano da esportazione, per quella capacita' di rimanere autorevole senza mai smettere di conservarsi mite. Prima o poi la sua vita diventera' un film che in tanti andremo a vedere con una dose imbarazzante di fazzoletti al seguito. Ha raggiunto la vittoria piu' impronosticabile del mondo con una squadra di provincia che, come si vede adesso, era piuttosto mediocre. Il fatto che abbia realizzato il suo sogno contro ogni logica, e non al culmine ma al crepuscolo della carriera, lo ha reso un modello per tutti quei diversamente giovani, e frettolosamente rottamati, che sentono di avere ancora qualcosa da dire. Pero' scandalizzarsi per l' esonero di cui e' stato vittima ad appena nove mesi dal suo trionfo e' solo un modo romantico di rifiutare la realta'. Si e' parlato di ingiustizia e ingratitudine, come se ogni cosa buona, o addirittura memorabile, che facciamo nella vita ci garantisse un bonus di intoccabilita'. Persino il genio provocatore di Mourinho, uno dei pochi in passato a essere riuscito a fargli perdere la calma, oggi sventola lo scalpo di Ranieri come prova dell' imbecillità umana. Ma l' uomo del miracolo non era piu' obbedito dai suoi giocatori e il grande Leicester, tornato piccolissimo, sta sbandando verso la zona retrocessione. I problemi non si fronteggiano con l' album dei ricordi, nemmeno se sono quelli di ieri. La vita e' sempre e soltanto adesso. Di immortale, in Ranieri, resta l' impresa che ha compiuto, non il suo posto. A Leicester gli dedicheranno lo stadio, ma non potevano piu' lasciargli la panchina.

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14/11/2020
SFRUTTATI
Quindici fattorini di una multinazionale che consegna pasti a domicilio hanno perso il posto per avere protestato contro l' esiguita' del salario: due euro e settanta a commissione. Qualcuno "diversamente giovane" obiettera' che anche lui, all' alba dei suoi vent' anni, veniva pagato a cottimo. Si chiamavano "lavoretti", ma oggi i diminutivi hanno perso ogni accezione poetica e si protraggono ben oltre la giovinezza, configurando una condizione permanente di precariato a cui la tecnologia ha aggiunto un tratto insopportabile di disumanita'. Non solo quei quindici fattorini sono stati licenziati per avere avanzato una richiesta legittima. Ma a comunicarglielo non e' stata una persona in carne e ossa, e nemmeno una lettera. E' stato un clic sul telefonino. All' improvviso si sono ritrovati fuori dal gruppo di WhatsApp che assegnava gli ordini. Per perdere il posto, nel nuovo mondo, basta venire cancellati da una lista elettronica. Accendi lo smartphone, ti cerchi e non esisti piu'. Magari trovi subito un altro impiego, pero' alle stesse condizioni, senza prospettive ne' tutele. Adesso il Pd e' impegnato in cose piu' serie, come il dividersi tra chi va, chi resta e chi rimane sull' uscio a prendere la corrente. Pero' il giorno in cui decidesse di fare qualcosa di sinistra, o semplicemente di utile, potrebbe ripartire dai diritti di quei fattorini in bici. Nell' inglese dei furbi li chiamano rider, ciclisti, che in italiano arcaico si traduce piu' onestamente: sfruttati.

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22/11/2020
I GRANDI NON CI VEDONO
Questo e' l' avvertimento che un bambino fa al suo amico nel mezzo di un mercatino che pullula di gente indaffarata a far spese, affinche' stia attento che non venga travolto dai grandi. In questa frase e' espresso come noi adulti ci occupiamo dei bambini. Certo, siamo presi da mille cose, da come mantenere la famiglia, dai problemi di salute e come affrontare questa crisi economica senza precedenti. Dobbiamo pero' stare attenti che le nostre difficolta' non ci allontanino dai nostri figli, specie nel periodo in cui hanno bisogno di noi, anche se i problemi ci assillano. I bambini sono il nostro futuro. Non possono pagare il conto della crisi per colpa di alcuni incapaci che non hanno saputo gestire il Paese. Se gli adulti si fossero preoccupati dei piu' piccoli e del loro futuro, non saremmo in queste condizioni.
Se avessero badato piu' al bene comune e non ai propri interessi, non rischieremmo possibili conflitti sociali. Non basta piu' indignarsi per sprechi, stipendi d' oro, pensioni da nababbi, spese folli per serate da viziatelli mai cresciuti. Occorre una svolta radicale dei valori, dei nostri stili di vita e nelle scelte quotidiane. Dobbiamo farci rappresentare da persone serie e competenti. Non dobbiamo rassegnarci e dire sempre che nulla cambiera'. Occorre ripartire dai piu' piccoli. Aiutiamoli a crescere e maturare. Spianiamogli la strada.
Ogni crisi porta un cambiamento, quindi speriamo che il 2021 sia l' anno giusto, perche' le cronache del suo inizio ci mostrano ancora una volta quanta indifferenza c'e' verso i bambini. Trascurati, offesi, uccisi con violenza, lasciati morire di fame. A Roma, il proiettile guidato da una mano assassina, prima di uccidere il padre, ha trapassato la testolina di un fagottino di pochi mesi, colpevole solo di essere stato in braccio al padre. Ma i bambini sono anche le vittime di tante stragi che insanguinano il mondo. Come quei sei ragazzini afghani morti in un attentato. E non stavano giocando! Rovistavano fra le macerie in cerca di avanzi di cibo, come avviene nelle zone piu' povere del mondo, dove migliaia di bambini e le loro famiglie vivono fra montagne di rifiuti, per raccattare qualcosa da mangiare, riciclare o mettere in vendita. Un milione di bambini, nei prossimi mesi, rischia la morte per fame in una crisi umanitaria (Sahel - Africa), ignorata dal mondo del benessere, del superfluo e della diseguaglianza, a poche ore di aereo dalle nostre case, dove ancora tanto cibo finisce nella spazzatura.
"I grandi non ci vedono" e' la preoccupazione dei due bambini del mercatino ma anche di tantissimi altri bambini. Eppure loro sono il nostro futuro, il nostro migliore investimento. Avremo un futuro se ripartiremo da loro e se il nostro punto di vista sara' quello dei bambini!

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29/11/2020
LO SCANDALO DEI COMPENSI
Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla tragicommedia della pubblicazione dei redditi dei dirigenti della pubblica amministrazione.
C’è chi si stupisce e si scandalizza per certe cifre particolarmente elevate, sia per incarichi singoli che per cumuli di incarichi.
In realtà, ciò per cui ci si dovrebbe stupire ed indignare, è semplicemente che manca un qualsiasi nesso tra l’entità del compenso e la qualità della prestazione.
Certo: seicentomila euro sono sicuramente troppi, specie in questo periodo di crisi e considerati anche i vantaggi collegati all’incarico, le buonuscite e le pensioni.
Credo però che un alto dirigente pubblico, carico di lavoro e di responsabilità, debba essere pagato bene (non sicuramente cosi'!?): per competere con il settore privato, e per metterlo al riparo dalle tentazioni. Il problema qual è ? Che talvolta non c’è nesso tra compenso e qualità della prestazione. Un secondo problema è questo: alle tentazioni, alcuni dirigenti pubblici italiani hanno mostrato di non saper resistere. Vogliono la botte piena, la moglie ubriaca e, già che ci sono, pure l’amante ebbra e l’amichetta euforica.

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